fondo

Il nudo in prima pagina

 
Come ogni anno di questi tempi i giornali e le riviste illustrate presentano le prime pagine ricche di nudi femminili, con la giustificazione che si va verso l’estate e quindi ci si spoglia. Chissà perchè a spogliarsi per queste copertine sono sempre bellissime ragazze, con le forme appropriate, succinti costumi (quan-do li indossano), qualunque sia il titolo. "Quest’estate andremo tutti ai Tropici" urla il giornale, ma in copertina quel "Tutti" è rappresentato dalla biondona in topless o dalla morona che occhieggia, girata di spalle, in tanga. Oppure: "La dieta dell’estate 1998 - Tutti i consigli dei nostri esperti!", ma in copertina non c’è l’esperto, e neanche una donna obesa, o con un principio di pancia, bensì una sventola che emerge dall’acqua azzurrissima con un sorriso a 32 denti e il davanzale in primo piano. Intendiamoci, noi non siamo contrari al nudo, anzi, quando c’è stato bisogno di inserire una fotografia adeguata all’articolo, non ci siamo tirati indietro (vedi Carmen Villani). Noi siamo favorevolissimi a pubblicare tutte le cose belle della natura: tramonti, paesaggi marini e forestali, animali, bellezze artistiche e quindi anche bellezze femminili, purchè quell’ immagine rispecchi il senso dell’ articolo. Ma se si parla di diete è mai possibile che non si veda mai un ciccione o una cicciona che si regge la pancia e ci guarda afflitto, invece dell’ acciuga sorridente? Se si scrive di vacanze non si pubblicano mai le foto di quei padri di famiglia in canottiera, pancia e pantaloncini a corredo, che vanno ad abbrustolirsi con la famiglia a Scauri o a Torvaianica? Ecco, questa è la nostra semplice riflessione estiva, non nuova in verità, visto che periodica-mente si parla di questo argomento, tutti fanno solenni promesse, ma poi continuano imperterriti come prima. Pertanto, magari con il pensiero rivolto a due bellissime sirene distese al sole, accontentatevi della foto "Tutti in fila verso le ferie" di questa quindicesima (15 e mezza, con L’Eco Elezioni) edizione dell’Eco, con cui identificherete l’estate 1998. Buone vacanze.

 

 

 

 

calda attualita’

A Roma, sul tram

Qualche tempo fa ero sul tram che mi riconduce a casa dall’ufficio. Erano all’ incirca le diciotto, ma il caldo era ancora intenso, a dispetto della temperatura della mattina, sensibilmente più bassa. Indossavo una giacca leggera che però in quel momento mi sembrava pesantissima. Davanti a me, sui gradini della porta d’uscita, un giovane dall’aspetto sportivo, con i capelli cortissimi, basette alla Pagliuca, cuffiette dentro le orecchie, zainetto e musica sparata. Gli chiedo se scende, mi risponde di no e mi lascia passare avanti. Mi guarda, intanto il tram è fermo al semaforo, e mi fa: "Ma non ciai callo co’ ‘sta giacca?". Rispondo che effettivamente è così, e lui prosegue: "Me fai venì callo pure a me, co’ ‘sta giacca! Ma come fai, oh?". Gli dico che la mattina, quando prendo il tram all’ andata, verso le sette, farebbe un po' freschetto senza giacca; e lui: "Lo so, lo so, fa fresco la mattina. Allora ce vole er fisico. E io cellò!". Capisco dal suo sguardo che non mi ritiene all’altezza del suo fisico, sopporto la sua espressione compassionevole, saluto e scendo alla mia fermata, riflettendo per qualche secondo su quel fisico che non c’è, mentre lui si è già perso nuovamente nelle musiche che segue muovendo la testa irsuta e accompagnando il ritmo con veloci colpi di mascella con gomma americana incorporata. No, Carlo Verdone non ha inventato proprio nulla, ha soltanto saputo cogliere personaggi e aspetti della realtà romana, saccheggiando qua e là suoi conoscenti ed illustri sconosciuti, come quello incontrato da me sul mitico "516". Poi ci ha messo del suo con l’innegabile bravura di attore e regista. Ma personaggi così, credetemi, si incontrano spesso e sovente, soprattutto nelle giornate afose, che sembrano spingere ancora di più costoro a parlare, a comunicare i loro pensieri e le loro verità al popolo di ascoltatori.

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