MUSICA E DISCHI

La discografia completa ed illustrata di

 Caterina Caselli

 

Caterina "Casco d’oro"

Eravamo stati facili profeti. Il 1998 sembra dominato da un rinnovato interesse per Caterina Caselli, ex "Casco d’oro", sulla quale abbiamo già pubblicato due articoli che hanno riscosso un caloroso successo da parte dei lettori dell’Eco di Roccasecca. E’ venuto dunque il momento di pubblicare una discografia completa dell’artista di Sassuolo - dove è nata, lo ricordiamo, il 10 aprile del 1946 - corredata, come costume dell’Eco, con fotografie e copertine dei dischi. Ringraziamo quei lettori e collaboratori che ci hanno messo a disposizione il materiale in loro possesso (45 giri, riviste, foto e quant’altro) affinchè potessimo utilizzarlo per illustrare l’articolo. Certo, ogni volta che si parla di "discografia completa" si rischia poi di essere smentiti da qualche accanito fan che dimostra che si è dimenticato quel disco o quell’edizione particolare; per questo, ci teniamo a sottolineare che quella che presentiamo è la discografia completa in nostro possesso, suscettibile di ulteriori integrazioni e modifiche.

 

Caterina Caselli pubblicò il primo 45 giri nel 1964 intitolato "Ti telefono tutte le sere" / "Sciocca", che vendette pochissimo, tanto che un secondo disco già pronto - "Mi sento stupida" / "M’annoio la domenica" non uscì mai.

I primi due successi di Caterina Caselli

 

 

Nel 1965, cambiata casa discografica, (dalla MRC alla CGD) la Caselli pubblicò un brano dei Them di Van Morrison, "Babe please don’t go", tradotto col titolo "Sono qui con voi" (retro "La ragazza del Piper"), che ottenne un discreto successo, grazie anche alla presenza di questa ragazza bionda col basso Fender. Nel 1966 avvenne la vera svolta con il lancio del celebre casco d’oro e con "Nessuno mi può giudicare" presentato a Sanremo (retro "Se lo dici tu"). Il riscontro di critica e di vendita fu enorme: era nata una nuova stella nel mondo della musica leggera. Caterina-casco d’oro durò in realtà soltanto due anni, il 1966 e il 1967, poi, crediamo opportunamente, cambiò look. In quel biennio furono pubblicati altri 45 giri di successo: "Perdono" / "L’uomo d’oro", "Cento giorni" / "Tutto nero" ("Paint it black" dei Rolling Stones), "Il cammino di ogni speranza / "Le biciclette bianche" (quest’ultimo brano è di Guccini), "Sono bugiarda" ("I’m a believer" dei Monkees) / "Incubo n° 4" e "Sole spento" / "Il giorno".

 

Altri quattro dischi formato "Casco d’oro".

Si conclude così il primo periodo della Caselli cantante, con gli atteggiamenti sbarazzini, la (tiepida) protesta, le "cover" di brani di gruppi rock inglesi. Nel 1968 si volta pagina e una nuova Caterina si affaccia nel mondo della canzone.

La nuova immagine di Caterina

 

Il "nuovo corso" si apre con due ottimi nuovi dischi: "Il volto della vita" ("Days of Pearly Specer" di David McWilliams) / "Disperatamente ti amo" e "Insieme a te non ci sto più" / "Il dolce volo", intervallati da un 45 meno riuscito "L’orologio" / "Bagnata come un pulcino". Seguirà, sempre nel 1968, "Il carnevale" / "La nuvola". Nel 1969 vengono pubblicati: "Il gioco dell’amore" / "Il lunedì", "Tutto da rifare" / "Fiori sull’acqua", "Emanuel" / "Il ballo di una notte".

 

 

 

 

 

 

 

Il 1970 si apre con "Re di cuori" / "L’esistenza" e continua con "Spero di svegliarmi presto" / "Morire due volte", "L’umanità" / "Nel 2023", "La mia vita, la nostra vita" / "La ragione c’è" e "Viale Kennedy" / "La spia". Nel 1971 escono "Ninna nanna" / "Il fiore d’oro" e "La casa degli angeli" ("I am I said" di Neil Diamond) / "Adagio in sol minore". Nel 1972 altri tre 45 giri: "Come è buia la città" / "Ci sei tu", "Che strano amore" / "Le ali della gioventù" e "E’ domenica mattina" / "Il nostro mondo". Solo un 45 giri nell’anno successivo, "Un sogno tutto mio" / Un po' di te". Il 1974 è l’anno di "Momenti sì momenti no" / "Ricordi e poi..." e "Desiderare / "Noi lontani noi vicini". Nel 1975 incide "Seguila" / "Nessuno mi può giudicare". Poi, a parte la collaborazione con Dario Baldan Bembo ed altri artisti nel 1982 per l’inno "Amico è", non viene pubblicato più nulla fino al fugace ritorno nel 1990 con "Bisognerebbe non pensare più a te" / "Cento giorni", il cui primo brano fu presentato al Festival di Sanremo. All’estero sono stati pubblicati alcuni dischi tradotti in lingua originale; Caterina si cimentò in spagnolo, francese e tedesco. Tra gli altri: "Ninguno me puede juzgar", "Un homme en or" e "Wie all’die ander’n".

 

Momenti sì momenti no,

l’ultima incisione del 1990

 

 

 

 

Per quanto riguarda gli LP, ricordiamo "Caterina meets the Wee Five" (1966), "Casco d’oro" (1966), "Diamoci del tu" (1967), "Caterina Caselli" (1970 e 1972, con canzoni differenti), "Primavera" (1974), "Una grande emozione" (1975) e "Amada mia" (1990). Oltre alle canzoni già uscite come singoli, negli album Caterina canta brani di Guccini, Donovan, Ray Charles, Otis Redding, Cat Stevens, Harry Nilsson e Louis Armstrong. Ricordiamo che tutti i dischi dal ‘65 in poi sono stati pubblicati per la CGD.

Sul primo LP solo una facciata era della Caselli, l’altra dei Wee Five.

 

 

Si conclude qui questa lunga carrelata di dischi. Vi salutiamo con due ultime immagini dedicate alla protagonista di questa edizione dell’Eco.

 

 

 

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