L’Eco di Roccasecca

Anno 3, n.17 Edizione speciale monografica Novembre 1998

 

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Chi ha paura del 17?

Quella che avete tra le mani è una edizione particolare dell’ Eco di Roccasecca, un numero speciale dedicato esclusivamente ad una raccolta di tradizioni popolari ciociare, frutto di una lunga ed appassionata ricerca. Abbiamo utilizzato fonti orali e scritte; tra queste ultime citiamo il volume a cura dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone "Ciociaria" del 1957, "L’Almanacco di Ciociaria" di E. Ricci del 1978, il celebre "Storia di Roccasecca" di Dario Ascolano del 1997 ed il "Dizionario del Dialetto di Colfelice, Arce e Rocca d’Arce - Arrénneme gliu fazzelettòne" di A. Germani del 1993. Questo fascicolo diventa dunque un’occasione di lettura piacevole e, allo stesso tempo, un modo di far tornare alla memoria vecchie tradizioni ed usanze spesso dimenticate. Ma c’è anche un secondo ma non secondario motivo per cui viene dato alle stampe proprio adesso un numero speciale dell’Eco; ed è un motivo di pura e necessaria simmetria. Chi vi scrive è forse un po' esagerato in merito (e chi lo conosce bene lo sa); non per niente tra i suoi personaggi preferiti della letteratura "gialla" emergono due pignoli per eccellenza: l’investigatore Hercule Poirot e l’Ispettore Capo Higgins. Dunque, con l’Eco eravamo rimasti al numero 16, questo è il terzo anno di vita - ma nel 1996 non cominciammo a gennaio - pertanto avremmo finito il 1998 con il numero 17 e non con un canonico 18 (3 anni x 6 numeri = 18). Ecco quindi la decisione di pubblicare uno "speciale" per offrirvi sì una sorpresa, ma anche per far "quadrare i conti". Qualcun altro proponeva di "saltare" il 17 per scaramanzia, ma non abbiamo raccolto il suggerimento. Alcuni di noi sono nati di "17", siamo un po' pignoli, sì, ma superstiziosi a questi livelli ancora no.Ci rivediamo tra poco, a dicembre, con un fantasmagorico numero 18 che ci introdurrà al 1999, ultimo anno di questo secolo ed anche ultimo anno del millennio: una edizione storica per un principio d’anno storico.

 

 

 

Antiche immagini

Se leggiamo le pagine che ci descrivono le tradizioni popolari della nostra terra, o se ascoltiamo le persone più anziane che ci narrano le usanze più comuni della loro giovinezza, ci vengono alla mente sapori, odori, immagini che ci riportano ad una società di stampo prettamente rurale e che ormai ci appare lontana e pressochè estinta. Ma è necessario, secondo noi, non disperdere questo patrimonio culturale che fa parte del nostro mondo, del nostro presente, anche se ormai appartiene ad un’epoca che difficilmente ci troveremo a rivivere. E’ vero anche che certe tradizioni non sono del tutto abbandonate, soprattutto quelle che si riferiscono alle festività più seguite. E nelle pagine che seguono ne tratteremo diverse. E mentre leggiamo queste pagine sentiamo il profumo della legna che arde nel camino, mista al fumo che sprigiona, il sapore fragrante del pane caldo, della pizza e dei biscotti appena sfornati, le voci che si accavallano mentre si mangiano le castagne appena arrostite accanto ad un buon bicchiere di vino fatto in casa... Questo e altro nelle pagine seguenti.

 

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Isola Liri in una antica stampa

 

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