A tempo di @beat

 

L’uso dell’orologio a livello di massa e’ di fatto una cosa molto recente. Soprattutto perché l’oggetto in questione costava troppo per le tasche della gente comune. Allora ci si basava sul percorso del sole, sul rintocco della campana della chiesa o, non sempre fruibile, sull’orologio del campanile che scandiva le ore e i quarti d’ora. In aperta campagna ci si regolava con "facenne iorne", con il sole a mezzogiorno, e "ponnenne gliu sole", le tre fasi visibili della giornata che quasi per tutti cominciava all’alba e finiva al tramonto, senza strascichi serali salvo che nel periodo della buona stagione. Credo inoltre che la maggior parte delle persone non sapesse nulla della divisione delle ore in minuti e secondi. Per un meccanismo ai piu’ sconosciuto il giorno e’ diviso in 24 ore (due dozzine?), l’ora in 60 minuti e i minuti in 60 secondi. Solo per le unita’ piu’ piccole, decimi, centesimi e millesimi, viene utilizzato il sistema decimale. Una struttura ormai "normalizzata" per consuetudine. Una struttura del tempo talmente consolidata da ritenersi ormai inattaccabile. Ma il mondo e’ in continua evoluzione, sorgono continuamente nuove esigenze. Quello che ieri era più che sufficiente, oggi può essere insufficiente .

La divisione del giorno in ore e’ da sempre legato indissolubilmente all’andamento della giornata; noi sappiamo che per tutti, nel mondo, mezzogiorno corrisponde al momento in cui il sole si trova nel punto più alto del cielo, perché, cambiando latitudine cambia anche l’ora rifacendo corrispondere il "12" a tale momento. Tale uso profondamente radicato nella gente e’ comunque stato attaccato dall’esigenza di limitare il consumo di energia. E’ stata introdotta l’ora legale che sposta tale avvenimento alle "13" sull’orologio (la nostra "una" quotidiana). Il secondo cambiamento si è verificato con l’introduzione della CET (Ora dell’Europa Centrale) che per noi italiani corrisponde più o meno all’ora che siamo abituati a considerare da sempre, ma che per certi paesi dell’Unione Europea significa lo spostamento di un’ora dall’ora solare e nei periodi di ora legale addirittura di due ore. Poi, per complicarci la vita e per dare un’ultima spallata al sistema dei fusi orari che sembrava perfetto, ecco che l’ora legale nel mondo non cambia dappertutto nello stesso momento. Se dobbiamo fare il calcolo di che ora e’ in questo momento in Australia (quindi nell’altro emisfero) dobbiamo considerare diverse cose prima di capire se le ore di differenza (estate in Australia e inverno in Italia o viceversa), sono 10 oppure 8, oppure 9 nei momenti non contemporanei di cambio tra ora legale e ora solare. Se questo calcolo ci serve solo per sapere se telefonare al nostro amico che si trova li’, poco male. Se invece ci serve per fare una transazione di denaro la cosa diventa più complicata: "quando e all’ora di chi?" "ora di Sidney o di Roma ?"

Internet ha poi accentuato questo problema. Provate a dare appuntamento ad amici oltre oceano. Ci vuole un quarto d’ora prima di capire la differenza di fuso e di individuare il momento preciso del collegamento sincronizzato (forse anche calcolandolo male). Qualcuno allora ha pensato di dare un tempo differente al "tempo internet" e quindi al mondo preso nella sua globalità’. Uno scienziato americano ha diviso il giorno in mille unita’ di tempo che ha chiamato beat: (corrispondente piu’ o meno a 1’30") ed ecco che il sistema decimale entra alla grande anche in questo campo. Il tempo e’ quindi mostrato da tre cifre che vanno da 000 a 999. Questa invenzione e’ stata adottata dalla Swatch che ha aderito immediatamente al progetto, entrato in vigore nell’ottobre del 1998. Esiste già una serie di orologi, denominata proprio ".beat", che oltre all’ora normale dà anche l’ora di internet. Detta ora e’ preceduta dal simbolo @ che e’ il simbolo che più’ chiaramente la rapporta con il Web. L’ora @000 corrisponde alla mezzanotte di Biel in Svizzera, sede della Swatch, che, detto per inciso, e’ nel nostro fuso orario. Ognuno nel mondo poi la rapporta all’ora effettiva del suo paese. Per noi e’ un po’ più semplice perché @500 corrisponde a mezzogiorno, @750 alle 18.00 ecc. ecc. Anche per gli altri comunque il calcolo e’ facile perché devono rapportare la loro ora a un valore assoluto e non al valore fluttuante di un altro fuso.

La diffusione di questa ora internet non ha avuto ancora il successo che meritava, ma nel frattempo della cosa si sono accorti gli inglesi che, sentendosi defraudati in qualche modo a causa di Greenwich che dà il "LA" alle ore nel mondo (GMT) hanno annunciato che nel prossimo anno lanceranno la GET (Greenwich Electronic Time) come ora di internet.

Beh, insomma, noi dell’Eco di Roccasecca non vogliamo aspettare tanto e vogliamo comunque premiare chi ha avuto l’idea per primo. Nella nostra home page abbiamo inserito l’ora di internet con il nome della Swatch che fornisce anche il programma per calcolarla.

Ma non crediate che la cosa sia finita qui. In un futuro di viaggi interplanetari lo sconvolgimento della misurazione del tempo sarà ancora più accentuato. Addirittura non parleremo più di giorno (1 rotazione della terra su se stessa) o di anno (1 rivoluzione intorno al sole). Ma adesso ci sembra troppo presto per preoccuparcene. Oppure no?

GM