L’Eco di Roccasecca
Anno 5, n.27 Maggio-Giugno 2000
Non portateci via i colori!
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Che il mondo stia cambiando a ritmi sempre più veloci non è una novità, basta vedere come si vanno modificando continuamente le nostre abitudini, e non sempre in senso positivo. Si dice che questo sia il prezzo da pagare al progresso, e, in parte, possiamo anche essere d’accordo. Indubbiamente oggi si vive meglio di cento anni fa, se ci riferiamo, in senso lato, alle condizioni igienico-sanitarie, al livello di alfabetizzazione, alle condizioni ambientali sul posto di lavoro, etc. In senso lato.E’ pur vero che fenomeni quali l’inquinamento (ambientale, acustico, dei cibi) sono stati sgraditi regali del nostro tempo. In particolare la degradazione del livello di ciò che mangiamo si fa sempre più preoccupante. Allo stesso tempo sono arrivati segnali negativi nei confronti di alcuni prodotti alimentari che non rispetterebbero le nuove norme e si è addirittura parlato di mettere al bando "la pizza" ed altre leccornie, soprattutto italiane. E allora niente polpette casalinghe, tutti a mangiare gli hamburger da … No, non facciamogli pubblicità gratuita! |
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Questo tasto tocca in modo particolare le menti e … gli stomaci dei ciociari, notoriamente estimatori della buona cucina ancorché rustica e tradizionale. Quello che fa più rabbia è questa spinta, spesso accettata passivamente, verso la cosiddetta globalizzazione, verso un modo uniforme e piatto di intendere non solo i cibi che mangiamo, ma anche i vestiti che indossiamo, i libri che leggiamo, i programmi che guardiamo in TV, insomma le cose di tutti i giorni. Arriveremo davvero ad acquistare prodotti senza marca, avvolti in involucri comuni, bianchi, con etichette ridotte all’essenziale, come quelli descritti da Don Delillo nel suo libro "Rumore Bianco" ? (Einaudi, 1985, 1999, apprezzatissimo regalo di Natale della cara Marilina, n.d.r.) Un protagonista del romanzo dice: "E’ la nuova austerità. Imballo insipido. Mi attrae. Mi sembra di dare un contributo ad una sorta di consenso spirituale. E’ come la Terza Guerra Mondiale. E’ tutto bianco. Ci porteranno via i colori per usarli nello sforzo bellico". L’Eco, fin dal numero 1 (maggio 1996), ha provato a non far parte del coro, pertanto diciamo semplicemente che cercheremo in tutti i modi di non farci portar via i colori! Esagerazioni? Andatelo a chiedere alle vostre nonne, se avete ancora la fortuna di averle! Chiedete loro se avrebbero mai immaginato una simile involuzione in campo alimentare. Come è stato possibile passare dalla scarsità al benessere per stare ugualmente insoddisfatti e preoccupati? E ci sentiamo di condividere le parole di Alberto Sordi, apparse qualche tempo fa sul "Messaggero", in un articolo intitolato Cari ragazzi, tornate ai "macaroni", in cui si rivolgeva ai giovani esortandoli a non spersonalizzarsi per somigliare supinamente alla massa. Scriveva, il saggio Albertone, che "Tanti giovani vogliono assolutamente essere tutti uguali, indossare gli stessi vestiti, praticare gli stesi divertimenti, pensare nell’identico modo. E’ come se molti si vergognassero di possedere una personalità definita: il sogno è confondersi con gli altri. … E il consumismo fa man bassa di questo atteggiamento mentale, speculando a più non posso sull’ingenuità dei ragazzi per imporre mode, stili musicali, oggetti, costumi, vacanze. Il senso critico è andato a farsi benedire, prevale il conformismo." E, dopo aver ricordato il suo celebre personaggio Nando Moriconi – l’Americano a Roma – che divorava i "disprezzati" spaghetti, avendo bollato le presunte leccornie d’oltreoceano con il classico "ammazza che zozzeria!", aggiungeva: "Gli Americani? Le loro zozzerie le mangino a casa loro." Ecco, sono proprio i più giovani che devono riuscire a scappare da questa trappola conformista. Deve partire da loro la ribellione alla società del fast food, della fast music, dei fast divertimenti, delle fast amicizie etc. etc. Diceva quel vecchio ciociaro appoggiato a prendere l’ultimo sole autunnale nella piazza del paese: "Uagliò, lassate perde, nen currete, iate chiane, cà gliu munne nen scappa, iate chiane, c’avete tutte gliu tempe ca vulete. Fate cumme su fatte ie, ca’ so’ arrivate a chess’età i stong ancora bbone. Ie magne bene, bìve meglie, i me ne freghe!" Saggezza ciociara. In netto contrasto con i ritmi del mondo d’oggi. Chi riuscirà a prevalere? Chi la spunterà? Personalmente sono molto scettico, mi viene solo da dire l’ormai classico: Fermate il mondo, voglio scendere!
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