29 aprile: echi dal ponticello

Lo "zio" prepara i peperoni

A placare l’appetito di circa 40 (o 50) persone ha pensato Peppe Martini, organizzatissimo chef, il quale, con maestria e passione ha cucinato per tutta la serata. A tenere desta ed interessata la platea ha pensato l’impareggiabile cantautore Fulvio Cocuzzo con le sue canzoni della Val di Comino, al quale si sono aggiunti, in una scoppiettante e blueseggiante jam session finale di insolito livello, musicisti vecchi e nuovi, per una volta insieme: Gianfranco col nipote Marco, Mariolino e Paolo. Musica e pastasciutta, canzoni alla griglia, blues e salsicce: chiamatela come vi pare, l’unica cosa certa è il successo della serata nata sotto l’egida dell’Eco ed organizzata nella residenza estiva di Mario Trapper, la tenuta Tanzilli, all’altezza del ponticello di Caprile, il 29 aprile scorso.

 

Peppe, il poeta della cucina e Trapper l’anfitrione

 

Erano presenti, di persona o con messaggi augurali, quasi tutti gli amici dell’Eco. L’amico Mario Izzi, impossibilitato a presenziare di persona, inviava una lettera (con allegato plico contenente due simpatiche storielle che presto pubblicheremo) "in modo da essere presente al simposio in spirito". La scena che si presentava ai convitati che via via affluivano era impagabile: un enorme tavolo su cui erano disposti in bell’ordine piatti da portata con antipasti vegetali di ogni tipo, ciotole piene di gustose salse multicolori, cesti colmi di ogni genere di verdure pronte per esser cucinate dalle sapienti e velocissime mani dell’amico Peppe che offriva a getto continuo maccheroni di differente gusto, tipo , colore e, soprattutto, di ottimo sapore; una griglia di notevoli proporzioni da cui presto sarebbe salito il caratteristico fumo (leggasi profumo) delle salsicce, della bruschetta, della pizza; in sottofondo il suono delle chitarre che stanno per essere accordate, il brusio delle voci, le urla dei bambini che godono imperterriti del praticello, ancora umido dopo lo spaventoso temporale pomeridiano, violento ma di breve durata.

 

Fulvio Cocuzzo inizia il concerto

Ci fossero stati i palloncini e le bandierine a stelle e strisce sarebbe sembrato uno di quegli "happening barbecue" che si vedono nei film americani con quei panciuti signori e quelle rosee signore col sorriso prestampato che si ingozzano al suono della più stucchevole musica country. Ma palloncini e bandierine non c’erano. Per fortuna. L’attenta regia del padrone di casa, affabile ma rigoroso, non l’avrebbe consentito. Qui non stiamo in America, ma in Ciociaria! Niente bibite e cocktails dagli improbabili colori, solo vino rosso e bianco, birra e l’eccellente sangria di Gigio.

 

Marco Chiummiento e la sua chitarra

Jam sessions acustiche (Gianfranco e Marco) ed elettriche (Paolo e Mario)

 

La serata è trascorsa velocemente, anche troppo; l’ottimo cibo e l’ottima musica hanno forse prevalso sulle parole, lasciando qualche discorso in sospeso. Niente paura, la buona stagione è arrivata e di incontri come questo ne organizzeremo ancora.

 

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(.... e peggio pe' chi non c'e' venuto)