ARADIO ANGH’IO
Aneddotica legata alla nascita, crescita e fine delle Radio Libere a Roccasecca
(seconda puntata)

Gigio al lavoro
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Seconda parte dei ricordi di alcuni nostri collaboratori sulla loro partecipazione alle radio private locali in quel di Roccasecca Scalo. La puntata odierna è dedicata interamente alla "nuova stella nata nella galassia" – come recitava il primo manifesto già pubblicato sullo scorso numero dell’Eco e che riproponiamo in questa sede – ovvero Radio Sirio, la più celebre di tutte. Dopo una breve premessa di Gianfranco, il resto dei racconti vede questa volta un’unica firma, quella di Franco, al quale si devono anche i reperti storici come gli adesivi e i manifesti, conservati per la memoria! Siamo giunti alla fine degli anni ’70, l’epoca in cui il rock dei grandi raduni all’aperto sembra dover lasciare strada alla discomusic ed alle serate in discoteca. |
RADIO SIRIO
(Gigio)
Poi c’è stata la nascita di Radio Sirio, di Radio Melody e un 'altra di cui non ricordo il nome. Io ho partecipato a Radio Sirio nel 1980-81, quando era al suo massimo fulgore. Lì ho fatto varie trasmissioni... cose con Ferdy di una certa rilevanza... cose che sono andate di moda anni dopo... un antesignano? Sì sì, avevamo belle idee davvero... anche col revival che noi chiamavamo "Ragnatele", qualcosa che e' andata forte anni dopo dappertutto!
RADIO SIRIO Dicembre 1978
(Franco)
15 dicembre 1978: insieme ad un gruppo di studentelli tra il 3° ed il 5° anno delle scuole superiori, assistiti da un adulto (che arrotondava lo stipendio con i nostri soldi) fondiamo Radio Sirio. Ci autotassiamo per L. 35.000 (di allora) e compriamo delle attrezzature rudimentali e "superpagate". Anni dopo, grazie anche all'ingresso di Gianfranco, la radio si qualifica come emittente libera, ma qui siamo già agli anni '80.
RADIO SIRIO, estate 1979
(Franco)
Torniamo all’inizio della storia. La nostra sede era in campagna in una vecchia stalla abbandonata. L'entusiasmo non ci mancava, la forza lavorativa abbondava; trasformiamo una stalla in un locale accettabile (in seguito ci chiesero anche l'affitto). Ebbene, iniziamo le trasmissioni - conservo gelosamente una cassetta che documenta l’avvenimento - ed inizia a piovere. Non aveva mai piovuto e noi, giovani ardimentosi e con poca esperienza soprattutto edile, non avevamo minimamente pensato alla riparazione del tetto. Dal soffitto veniva giù acqua colorata: avevamo pensato bene di ridipingerlo! Lo speaker, Dario, inizialmente era protetto dalla pioggia dal box radio. Ben presto i contenitori delle uova, che servivano ad isolare acusticamente la stanza, si appesantirono e caddero a terra. Il poveretto non poteva usare "l'unico ombrello prestatoci" e finì per annunciare le canzoni carponi sotto il tavolo. L'ombrello serviva al fonico per proteggersi dalla pioggia che cadeva "strategicamente" proprio sopra uno dei 2 piatti disponibili.
Noi altri stavamo un po’ meglio perché potevamo spostarci negli angoli asciutti. Non avevamo registratori a bobine tipo Revox, né piastre di registrazione, ma soltanto un giradischi e qualche disco.
Così iniziò Radio Sirio, annunciato da un manifesto 50x70 dal fondo rosso e la scritta nera (ovviamente) arrecante lo slogan: "nella galassia è nata una nuova stella" o sarebbe stato più opportuno scrivere .... stalla? (vedi pag 6)

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I due stickers di Radio Sirio pubblicati riportano due indirizzi non proprio uguali: uno recita Via Piave 84, l’altro Via Piave 48 …. |
RADIO SIRIO, estate 1979
(Franco)
Avevamo avuto la maledetta idea di fare concorrenza, addirittura a Radio Gari. Non so quale mente malata ebbe questa idea, ma la follia a quell'età, grazie a Dio, non ci mancava. Per i non ciociari, rammento che Radio Gari era la radio leader del tempo in Ciociaria, ed ancora oggi è una delle migliori.
La polemica iniziò in un programma di dediche - "Dicevamo" - seguitissimo. Le dediche ci arrivavano in una casa vicina alla ex stalla.
Come ricorderete, una volta rimessa a nuovo la stalla ci fu chiesto l'affitto; il proprietario mosso a compassione ci fece usare il suo numero telefonico per la sola ricezione. Ebbene, nel bel mezzo della trasmissione scoppiò la falsa polemica con Radio Gari. Accusammo l'emittente di voler monopolizzare l'etere, di sabotare i ponti (che non avevamo assolutamente) e lanciammo la sfida: "Radio Sirio 24 ore non stop music". Senza Revox, solo con 2 piatti per i dischi, farneticanti facemmo i turni di trasmissione.
Fino alle 24 tutto bene, si andava incontro all'estate, qualche ragazza veniva in radio, per farla breve era anche piacevole.
Ma vi immaginate i turni alle 3,4,5 del mattino? Solitamente mandavamo in onda Lp, ma dopo venti minuti bisognava pur cambiare la facciata del disco!
Insomma a mezza estate la cosa era diventata una vera e propria tortura. Il rag. Ugo Fantozzi al nostro cospetto sembrava il Mega Direttore Galattico.
Oltretutto senza un minimo di programmazione succedevano cose assurde. Alle 3 del mattino c'era chi inventava un programma di dediche. Oppure chi azzardava a fare un radiogiornale commettendo strafalcioni di ogni genere.
Non sapendo cosa altro presentare, arrivammo a leggere, per intero, anche l'elenco dei caduti nelle guerre nazionali!!!
Alla mattina, sconvolti, si tornava a casa.
Ovviamente i genitori erano sempre più "irritati" ma noi tutti tenevamo duro mediando le situazioni. Per restare nel tema conflitti radio-famiglie mi corre d'obbligo ricordare che un altro turno maledetto era quello che andava dalle 12 alle 14. Proprio quando si pranzava in famiglia.
Ebbene, eravamo costretti a darci il cambio in tutta fretta. Io ero di turno il martedì e giovedì con un mio amico di nome Raffaele.

Lo staff in una festa di piazza
Quando finiva di mangiare telefonava in radio, il vicino mi avvisava ed in tutta fretta mettevo un Lp e mi precipitavo a casa mentre lui tornava al suo "lavoro".
La radio era in campagna e sempre ci incrociavamo chini sul motorino poco fuori dal centro abitato di Roccasecca.
Poi ebbi un intuizione leggendo su "Ciao 2001" che Bob Dylan aveva pubblicato un nuovo Lp che durava più dei soliti 20 minuti a facciata. Una fortuna inaspettata!
Corremmo immediatamente a comperarlo e constatammo che effettivamente il lato A durava ben 34 minuti'.
Ci sembrò di toccare il cielo con un dito.
Ci pensate? Niente più corse per il pranzo, avevamo ben 30 minuti lordi per mangiare in famiglia …
Ed io, grazie anche al mio motorino "Si" color nocciola truccato, riuscivo a stare seduto a tavola anche 20 minuti!
Nonostante tutti questi espedienti, qualche volta non si riusciva a tornare in radio per tempo e la testina gracchiava incessante ed inesorabile sul piatto, ma questo era il minimo. Eravamo a metà estate e già eravamo stressatissimi.
Quando il turno capitava il sabato pomeriggio era un vero e proprio dramma.
Tutti gli amici erano a zonzo mentre tu stavi in radio a mandar musica, senza aver neanche voglia di parlare. Le consegne erano tassative: "non bisogna abbandonare la radio". Succedeva che spessissimo il turno del sabato dalle 18 alle 20 restasse scoperto e lo sventurato a cui era toccato il turno precedente rimanesse bloccato senza possibilità di fuga. Allora dalla radio si sentiva il seguente avviso: "comunicazione di servizio, il Sig. Pinco Pallino è pregato urgentemente di mettersi in contatto con l'emittente". Tutti sapevamo cosa stesse accadendo ma nessuno osava chiamare per paura che gli venisse chiesto di coprire il famigerato turno.
Fine della seconda puntata – continua

Il ripetitore di Roccamonfina