ECO REVISITED

 

Proseguiamo la pubblicazione di articoli tratti dalle più lontane edizioni dell’Eco, ai tempi in cui esisteva soltanto il "cartaceo", stampato in pochissimi esemplari, oggi tutti estinti e ricercati dai collezionisti di ogni parte del mondo. Per questo motivo sono sempre di più coloro che si interessano a queste pagine "Eco revisited", dove riescono ad assaporare personalmente qualcosa che avevano precedentemente ascoltato soltanto "in voce" dai racconti di amici e parenti più fortunati, possessori dei primi numeri della rivista.

Ricordiamo che questa "rivisitazione" antologica viene presentata con una nuova impaginazione e l’aggiunta, quando è possibile, di fotografie appropriate che nelle edizioni originali erano assenti. L’articolo proposto in questa occasione, dedicato ad un oggetto tipicamente ciociaro, risale all’Eco di Roccasecca numero 13, pag. 15, pubblicato nell’aprile 1998.

In questo piccolo reportage su un fatto realmente accaduto, c’è tutta la "roccasenità" del maschio medio locale in occasione di eventi come quello raccontato. Nel frattempo molte cose sono cambiate – tra l’altro il negozio di Gigio con il videonoleggio non c’è più – e questo rende ancora più storicizzato l’episodio, consegnato per sempre alla storiografia ciociara. Buon divertimento.

 

Videonoleggio a Roccasecca

Una storia infernale

Quando si dice la suggestione! Ciò che andiamo a raccontarvi è il resoconto di una storia reale, così come l’abbiamo raccolta durante una chiacchierata confidenziale con Gianfranco, titolare della "ABACO – Video & Computer" (come recita anche il suo calendario offertoci a dozzine). Tutti sanno che Gianfranco ha una delle più ricche videoteche della zona, contenente migliaia di cassette dei più svariati generi.

 

 

E tutti sanno che Gianfranco si danna da tempo a causa di alcune cassette che non tornano alla base ben oltre i termini prefissati, di altre cassette la cui prolungata indisponibilità finisce per provocare sommosse e tumulti, e di altre ancora, che pur essendo veri capolavori, vengono costantemente ignorate a favore di misconosciute pellicole che balzano inopinatamente ai vertici del gradimento del popolo roccaseccano. E proprio di una di queste ultime vogliamo raccontarvi la storia. Stiamo parlando di una delle videocassette più noleggiate dalla ABACO negli ultimi anni, un titolo che è diventato oggetto di culto tra gli appassionati cinefili della zona.

Il titolo di tale capolavoro? "TRENO INFERNALE", per la regia di Jeff Gartner; attori protagonisti Monica Swim, Sandra Mozarowsky ed Eric Muller. Data del film sconosciuta. Perché tanto interesse per questo film, sinceramente poco noto al grande pubblico? Di ipotesi se ne possono fare tante, ma l’unica cosa certa sono i dati statistici.

 

 

E leggiamole insieme queste statistiche.

"Treno Infernale", da quando Gianfranco inserisce sul computer tutte le cassette che vengono noleggiate, è stato richiesto ben 69 volte (il numero non è di fantasia ma assolutamente reale!), alle quali andrebbero aggiunte le occasioni precedenti alla codifica elettronica, quantificabili in almeno altre 20-30 richieste.

Di fatto si colloca tra i primi quindici film della classifica totale del videonoleggio a Roccasecca degli ultimi anni; il dato è ancora più significativo se si pensa che nessun video, neanche tra i primi della graduatoria, è arrivato a quota 100 noleggi! Tra i film più famosi, soltanto "I due gemelli" con De Vito e Schwarzenegger ha sfiorato detta quota fermandosi a 97 uscite (al 18/02/1998, n.d.r.).

Parlavamo di ipotesi.

Noi, dopo aver visionato più volte il film (per puro dovere di cronaca e per offrire ai lettori dell’Eco un servizio il più possibile documentato ed oggettivo, ovviamente!) ed aver osservato bene la copertina, ci sentiamo di confermare l’idea che Gianfranco ci aveva già esposto.

Innanzitutto va detto che, una volta vista la pellicola, quanto descritto nella trama sul retro di copertina risulta decisamente fantasioso:

"La tensione cresce fino al parossismo", "tutto l’odio e la violenza che si possono immaginare", "alcune splendide walchirie destinate a rallegrare le ovviamente infernali notti dei militi tedeschi al fronte" etc).

Inoltre la foto che ritrae un ufficiale tedesco che utilizza una prigioniera a mo’ di cavallo rappresenta effettivamente il massimo dell’erotismo presente nel film (aggiungeremmo una "sculacciata" ad un’altra prigioniera e qualche accenno di "punizioni" mai eseguite).

Le ragazze disegnate in copertina (una delle quali, forse del tutto accidentalmente, ricorda molto Pamela Prati) non c’entrano nulla con le protagoniste.

Pensiamo, pertanto, ad un abbaglio collettivo, causato dal primo tizio che ha noleggiato la cassetta.

Costui non ha avuto il coraggio di dire che valeva poco, anche in termini "hard", ed ha taciuto, alimentandone il mito, che è andato via via accrescendosi grazie al silenzio dei successivi noleggiatori.

Più la cassetta veniva noleggiata, più aumentavano le richieste successive, in un frenetico crescendo e nessuno voleva ammettere che il film valeva veramente poco.

Soltanto così riusciamo a spiegarci il successo "stratosferico" di una pellicola come "Treno Infernale".

Concludiamo con una considerazione personale. Non pensiamo che l’aver svelato il segreto del film freni la richiesta dello stesso procurando così un danno a Gianfranco, anzi; siamo invece convinti che questa pubblicità stimolerà ancora di più altri curiosi a vedere personalmente la storia che abbiamo raccontato.

E chissà che non venga raggiunta la fatidica "quota 100!"

 

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P. S. In tre anni le cose sono cambiate, Abaco non esiste più, il videonoleggio nemmeno, ma la cassetta di "Treno infernale" continua imperterrita a girare di casa in casa autorinnovando il mito, da qui … all’eternità …