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De Andrè in Esperanto
Si è svolto a Pisa, dall'1 al 7 settembre, il 74° Congresso Italiano di Esperanto. Numerosi sono stati gli eventi aperti al pubblico. In particolare molto interesse ha suscitato il concerto gratuito tenutosi a Marina di Pisa, sabato 1 settembre in cui il nostro “web master” Gianfranco Molle ha presentato le canzoni di Fabrizio De André tradotte in esperanto. Gianfranco è salito sul palco di fronte ad una piazza gremita da almeno 400/500 persone, accompagnato dal nipote Marco Chiummento alla chitarra. Il pubblico, formato non solo da appassionati esperantisti, ha gradito lo spettacolo ed applaudito con convinzione. La familiarità del pubblico con le canzoni del compianto cantautore genovese ha tenuto sveglio l’interesse anche per chi non conosceva l’esperanto.
Gianfranco , a destra, e Marco
Lo spettacolo, riproposto domenica 9 settembre presso “il chiosco” a Roccasecca, si basa sull’ultimo cd di Gianfranco “La Fiŝkaptisto” (Il pescatore) in uscita proprio a Settembre. Si tratta di una raccolta di brani di Fabrizio De Andrè, composta principalmente da registrazioni recenti, alle quali sono state aggiunte canzoni registrate qualche anno addietro. Questo particolare conferma, per chi non lo sapesse, che si tratta di un album a cui Gianfranco stava lavorando da molto tempo ed al quale teneva in modo particolare. La traduzione dei testi è stata anch’essa a cura del “nostro”.
L’album
Pensiamo che nessuno meglio dell’autore medesimo possa presentare il disco in oggetto. Lasciamo spazio alle parole di Gianfranco che presenta il cd sul suo sito http://www.iamvenoslibero.it/. Ecco l'ultima raccolta di canzoni da me presentata in esperanto. Si tratta di canzoni del poeta genovese Fabrizio De André. Cinque suoi pezzi sono già apparsi in mie precedenti cassette (La Vojo - 3 e Baf! - 2). Altre sei sono state registrate per completare un album che doveva essere totalmente dedicato alla poesia di Fabrizio. Nato a Pegli (Ge) nel 1940 e morto a Milano nel 1999, Fabrizio De André appartiene al gruppo di cantautori detto "scuola genovese" che molto deve agli chansonnier francesi come Brel, Brassens ecc. In effetti inizialmente egli cominciò a scrivere canzoni alla maniera di George Brassens e di lui ha lasciato bellissime traduzioni in italiano come "Le gorille", "La marche nuptiale", "Le verger du roi Louis". Non bisogna però pensare che lui sia stato un mero imitatore di altro autore famoso. Fabrizio De André rappresenta un fenomeno a sé stante che a poco a poco ha trovato la sua strada senza dimenticare le proprie radici. E' stato sempre un personaggio discreto ed è giunto molto tardi a tenere concerti in pubblico, quasi nascondendosi dietro al microfono e al leggio. Ogni suo album è stato frutto di un lungo lavoro, sia dal punto di vista musicale che narrativo; naturalmente i testi hanno sempre avuto una parte preponderante nelle sue opere. Questa è la qualità dei grandi cantautori, ogni singola parola del testo ha sempre la sua importanza, il suo significato, la sua urgenza e mai occupa semplicemente uno spazio metrico.
Gianfranco in Bulgaria nel 1978, oltre la cortina di ferro.
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