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L’Eco di Roccasecca
Anno 20, n. 99                                            Luggio 2016
Un pensiero di Ferdinando sulle recenti elezioni      Il 5 giugno a Roccasecca ci sono state le elezioni amministrative. Ha vinto diventando sindaco un giovane avvocato, un ragazzo cresciuto con noi, uno di famiglia. Ma al di là della persona del sindaco, e lungi da me voler infrangere la regola che ci siamo sempre dati senza bisogno nemmeno di parlarne, non ho alcuna intenzione di addentrarmi in discorsi politici, tanto meno locali, tanto meno roccaseccani. Non è roba per l’Eco.  Però mi ha colpito, benchè l’abbia seguita a distanza ma in diretta grazie ai Social e ai quotidiani racconti di chi vi ha partecipato, il clima nel quale si è svolta la campagna elettorale. C’è stato un forte coinvolgimento popolare, soprattutto da parte dei giovani.  E questo è il segnale maggiormente positivo. Ripeto, non è questa la sede per commenti o valutazioni politiche che lascio volentieri ad altri, però anche per l’Eco non può essere ignorato questo fenomeno.  Direi davvero insolito per Roccasecca, paese piuttosto freddo ed apatico verso tutto ciò che rientra nella sfera della cosa pubblica e tutt’altro che incline agli entusiasmi.   Spesso ci abbiamo scherzato, con il Direttore abbiamo sovente ricordato esibizioni di artisti e concerti con la gente prudentemente a distanza e inerte. Tanto da ipotizzare che anche una “reunion” dei Beatles, quando ciò era ancora astrattamente possibile, se per assurdo fosse avvenuta nel nostro amato paese sarebbe stata guardata distrattamente a colpi di “chisse chi so?”.  Invece stavolta le cronache hanno registrato una campagna elettorale seguita, partecipata, appassionata.  Alla fine l’esito delle urne è stato salutato con manifestazioni di entusiasmo all’insegna del cambiamento. Del resto lo stesso slogan della lista vincente era espressamente ispirata al cambiamento. Come spesso accade.  Ma stavolta l’impressione è che la gente ci crede veramente.     E allora diciamo che sulla nuova amministrazione, rinnovata nei nomi ma anche anagraficamente, grava una responsabilità particolare. Tutti si attendono un cambiamento vero, una ventata di novità di cui Roccasecca ha assoluto bisogno. Incombono questioni urgenti e gravi, viene in mente la discarica tema di triste e impellente attualità ma non solo. Si tratta di cambiare radicalmente il rapporto fra amministrati e amministratori, di gestire la cosa pubblica all’insegna della trasparenza e del coinvolgimento delle persone.     Di imprimere una svolta alla stessa concezione di funzione amministrativa, di riportare l’interesse collettivo al centro dell’azione amministrativa. Di tornare a considerare la gente, tutta la gente, come cittadini e non come sudditi. Non vivo più a Roccasecca da tanti anni e dal 2000 non voto più nel mio paese natale. Ma potrei offrire diverse testimonianze di occasioni e momenti, vissuti di persona o da altri a me vicini, nei quali l’atteggiamento dell’ente pubblico comunale non è stato un esempio di trasparenza e di proattività. Tenuto conto che oltre al sindaco nella lista e fra gli eletti ci sono tanti amici bene dell’Eco, mi sembra doveroso augurare a tutti buon lavoro.  Amministrare è un mestiere difficile, farlo bene senza farsi tirare per la giacca e soprattutto senza cadere nelle tentazioni che spesso hanno avuto il sopravvento sulle buone intenzioni lo è ancora di più. In bocca al lupo.   Chiudo con il testo di una canzone di Ligabue e Guccini che apparentemente non c’entra nulla con il tema qui trattato ma che invece fotografa il mio sentire “politico” attuale.                                    Fred  (immagini dal film Gli Onorevoli che si svolge a Roccasecca)       Ho ancora la forza che serve a camminare, picchiare ancora contro e non lasciarmi stare ho ancora quella forza che ti serve quando dici: Si comincia! Ho ancora la forza di guardarmi attorno mischiando le parole con due o tre vizi al giorno, di farmi trovar lì da chi mi vuole sempre nella mia camicia. Abito sempre qui da me, fra chi c'è sempre stato e chi non sai se c'è al mondo sono andato, dal mondo son tornato sempre vivo. Ho ancora la forza di starvi a raccontare le storie che ho già visto e quelle da vedere, e tutti quegli sbagli che per un motivo o l'altro so rifare. Ho ancora la forza di chiedere anche scusa e fare la partita giocando fuori casa e di dirvi che comunque la mia parte ve la voglio garantire. Abito sempre qui da me, fra chi c'è sempre stato e chi non sai se c'è nel mondo sono andato, dal mondo son tornato sempre vivo, sempre vivo. Ho ancora la forza e guarda che ne serve per rendere leggero il peso dei ricordi e far la conta degli amici andati e dire: Ci vediam più tardi, più tardi...più tardi Abito sempre qui da me, fra chi c'è sempre stato e chi non sai se c'è col mondo sono andato e col mondo son tornato sempre vivo sempre vivo. Abito sempre dal mondo son tornato sempre vivo
Fred