SIGNOR DI MILLE
STRADE
Fin tanto che l’impiego mi
sta bene,
viaggio e m’alzo presto le
mattine,
di sera a letto a l’ora
che conviene,
o, come si suol dir, con
le galline.
Col treno tutti i dì sino
a Milano,
e da Bologna il tratto non
è breve,
ma il peso, a lungo
andare, piano piano,
non si dimostra invero
tanto greve.
Doveva durar poco, un anno
appena,
l’andirivieni dalla
Lombardia,
ma nell’Italia nostra –
ahimé he pena! –
la provvisorietà divien
stantia.
Se ci rifletti un poco,
non è male
Conoscere gli aspetti meno
noti
Del vivere ordinario del
mortale
Per tanta parte a masse
enormi, ignoti.
Ignari d’essi sono i gran
politici,
intenti ai miti e ai riti
d’ogni chiesa;
ti par che chi ha i sederi
megalitici
s’attardi a misurarsi in
tale impresa?
Così trascorro i lustri
nei viaggi,
in lungo e in largo per
vecchie contrade,
e libero da vincoli e
ingranaggi,
mi sento gran signor di
mille strade.