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Alle radici del nostro dialetto In questa rubrica tratteremo di alcune particolarità della lingua roccaseccana, corredando gli articoli con aneddoti, storie e leggende che la tradizione ci ha tramandato.
Abbodinare o abbudinare
Con questo termine si definisce lazione dellavvolgere, incartare, un qualsiasi oggetto, ma, in particolare, generi alimentari. Si narra che, non molti anni fa, un ignaro avventore di una delle "Pizzerie-Bar-ritrovo generico" di Roccasecca, si trovò a richiedere, con accento tipicamente forestiero (forse addirittura nordista), un trancio di pizza al taglio. Dietro il bancone si stagliava la figura del mitico "Ceccanese" il quale, intimidito, si dispose a servire il cliente nel modo più civile possibile; mantenne un silenzio riservato ed ossequioso mentre tagliava con cura il trancio di pizza. Il forestiero intanto si guardava intorno, incuriosito dallambiente molto rustico ed un po' imbarazzato dallirreale silenzio che lo circondava; lunico rumore che si sentiva era quello di qualche rara automobile che passava sulla strada. Ceccanese finì di tagliare un bel pezzo di "napoletana" e, non sapendo se il cliente avrebbe preferito mangiarla subito o portarla via, finalmente parlò, e disse la storica frase: "Scusi signore, glielo devo abbodinare?"
Nulla si sa riguardo a cosa comprese lincauto ospite e su cosa raccontò una volta tornato al suo paese dorigine.
Nua
Pronome personale, prima persona plurale.
Nel 1981 la futura moglie di Riccardo Milan, Miria, si recò in visita da Antonio e Maria Vicini, ed in quella occasione conobbe anche Nonna Concetta. Questultima si lanciò in un racconto riguardante il mercato del pesce di Roccasecca "Su" o "dsopra" o "dn coppa" infarcendolo di espressioni dialettali che Riccardo comprendeva al 50%, ma che la povera romana non afferrava se non nella misura del 5%. Soprattutto la frase finale del racconto colpì la fantasia di Miria che si rivolse al suo futuro marito con lo sguardo smarrito per cercare di capire. La frase diceva, più o meno: "Nemmene gli cafuna capiscene gli pisce cum a nua".
Miria aveva afferrato un qualcosa del senso generale della frase ma non aveva assolutamente compreso lultima parola. Passarono giorni prima che le entrasse definitivamente in testa il NUA.
Bìve Imperativo del verbo bere, molto usato dalle mamme roccaseccane, fin dalla primissima infanzia, per esortare i propri pargoli ad assumere le bevande necessarie alla crescita.
Un giorno di qualche anno fa. Il posto è il MOTEL Mollicone, che, come tutti sanno è anche Bar, Tabacchi e pompa di benzina. Il Mollicone sta indolentemente dietro al bancone del bar quando arriva un cliente "di fuori", dallaria un tantino snob. Costui vorrebbe far colazione; mal gliene incoglie. Il dialogo andò più o meno così: - "Buongiorno, vorrei un cappuccino" - "Mmh" (grugnito di risposta) - "Un cappuccino con il latte scremato!" - (nessuna risposta - Mollicone comincia a preparare il cappuccino). - "Mi raccomando, eh? Con il latte scremato. Il cappuccino." - (nessuna risposta). - "Me lo sta preparando con il latte scremato?" - (nessuna risposta - termina di preparare il cappuccino ed avvicina la tazza al cliente). - "Me lo ha preparato con il latte scremato, vero?" insiste, un po' timorosamente, limprudente avventore. E Mollicone, mettendogli la tazza di cappuccino "preparato come al solito" sotto il naso gli dice: "Ma Bìve!!!!"
Inutile dire che si sono perse le tracce dellesterrefatto signore che desiderava il latte scremato al MOTEL Mollicone.
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