Le tradizioni popolari:

la festa di Sant’Antonio Abate

 

Sant’Antonio Abate nacque intorno al 250 d.C. a Coma, sul Nilo. Secondo la tradizione egli morì il 17 gennaio, giorno in cui viene festeggiato in tutta Europa. Egli è considerato il protettore degli animali ed il suo culto è particolarmente seguito in varie città della Ciociaria. Ad Arpino è usanza la distribuzione del cosiddetto "pappone", nella piazza di Santa Maria di Civita. Fin dal 1615 il 17 gennaio viene offerta la polenta ai poveri.

Ancora più antica è, in quel di Morolo, la tradizione della benedizione degli animali in piazza e del pranzo in comune a base di polenta. Capaci caldaie vengono poste davanti alla Chiesa Collegiata e, quando l’acqua bolle, una donna vi fa cadere una lenta e costante pioggia di farina di granoturco, mentre altre due comari dimenano grossi matterelli nella caldaia per far fondere la farina. In altre grandi caldaie si sta preparando un robusto sugo a base di salsiccie e grasso di maiale. Dopo la benedizione del Parroco, ogni donna porge la scodella che viene riempita di polenta e poi distribuita a tutti i paesani in piazza. La tradizione vuole che tutti ne assaggino almeno un poco, per devozione. Nel pomeriggio si concludono i festeggiamenti con la corsa degli asini ed il tiro alla fune tra le squadre della Parrocchia.

Ci si avvia alla festa

Indice Ecocultura                  Home page