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PANTHER 221 di Roberto Molle
E’ necessario, a questo punto, soffermarsi sul perché nel Bundesarchiv di Coblenza si trovano molte foto sul Panther V di Roccasecca, il famoso 221. Le ultime due foto vengo qui pubblicate, e sono state scattate sulla Via Casilina, con il carro nello stesso punto, con due diverse angolazioni. Certamente si riferiscono ad un periodo diverso da quelle già pubblicate, sicuramente anteriore, in quanto si vede chiaramente la neve sul Monte Cairo, si distingue la Via Casilina, una abitazione sullo sfondo (già individuata sarà cura di Mauro Lottici effettuare foto ieri ed oggi) e alcune case di Castrocielo. La prospettiva è direzione EST.
Il Panther V era un carro pesante progettato e realizzato nel 1943 per contrastare sul fronte russo il T 34; la prima produzione era il modello AUSF D prodotto dalla MAN, e si caratterizza, a prima vista, per la mancanza della mitragliatrice sulla parte anteriore. I primi modello erano destinati, pertanto, al fronte russo, dove la situazione dopo la disfatta di Stalingrado e alla vigilia della battaglia di Kursk, certamente non era rosea; i comandi germanici davano una importanza secondaria al fronte italiano, convinti che al più presto gli alleati avrebbe aperto il secondo fronte occidentale. Ma il Maresciallo Kesserling, comandante in capo delle forze tedesche in Italia, riuscì ad ottenere l’invio di Panther V sul fronte italiano, considerandolo molto positivamente; fu schierato nelle retroguardie della linea Gustav. Quindi nell’inverno del 43 e primi mesi del 44, quando la guerra per i tedeschi non era del tutto persa, era importante a scopo propagandistico fotografare il possente Panther posto a guardia del fronte italiano, l’unico che effettivamente dava qualche garanzia di tenuta al regime nazista. Quindi ecco tutte le foto del Panther 221 di Roccasecca.
Catena di montaggio
Pronti per la consegna Le unità con le quali era equipaggiato erano il I Battaglione Panzer ed il IV Reggimento Panzer. Kesserling non invio questi carri neanche contro la testa di ponte di Anzio, considerandoli troppo importanti e solo dopo il 15 maggio del 1944, in risposta all’appello urgente di rinforzi, inviò a Von Vietinghoff una compagnia di Panther del I Battaglione Panzer e cinque giorni più tardi, i Panther apparvero nell’area difesa dalla 90 Divisione Panzer Granatieri, ingaggiando il nemico dal 24 Maggio. La 45 Divisione Americana combatte contro i Panther vicino Velletri.
Panther per le vie di Roma si dirigono a tamponare lo sbarco di Anzio
Alla prova del fuoco, però, i risultati non furono all’altezza delle aspettative, ma certamente il Panther V da solo non poteva certo arginare la valanga di mezzi corazzati che le forze alleate riversarono sulla Valle del Liri nel Maggio 1944, dopo lo sfondamento della Gustav prima e della Senger – Riegel dopo. Però sappiamo che nella Battaglia del Melfa, entrambe le fonti dichiarano la distruzione di 17 Sherman e 4 Panther V; niente male.
Il profilo del 221
Schema della corazza Quindi per i tedeschi documentare la presenza del Panther V sul fronte italiano rivestiva, certamente, una importanza particolare; era l’ultimo prodotto dell’industria nazista ed il fronte italiano era l’unico che dava ancora qualche speranza nella vittoria finale. Il numero dei carri tedeschi era attribuito con un determinato criterio; il primo numero indicava la Compagnia, il secondo il Plotone e il terzo il numero del carro all’interno dello stesso 221; pertanto il nostro amico apparteneva alla seconda compagnia, secondo plotone, e primo carro; cioè un Carro Comando. L’ultima foto certo è molto interessante, in quanto si distinguono i particolari dell’uniforme del capo carro, il cui orologio indicava le ore 12.30! Egli guarda in direzione Stazione di Roccasecca con il binocolo, esposto fuori dalla torretta.
Ancora lui La è scattata sulla Statale Casilina a circa un chilometro dal bivio del semaforo di Roccasecca, con direzione Roma; si distinguono sulla destra i familiari rilievi di Monte Orio e dei declivi di Colfelice. Le due foto di Roccasecca sono state scattate, io credo, con il carro fermo nello stesso punto, però ovviamente con prospettive diverse. Mentre in queste foto il carro di Roccasecca si trova allo scoperto, quindi in teoria facile preda di attacchi aerei, nelle foto in precedenza riportate lo troviamo mimetizzato tra le mura di due case con sopra canne e frasche. La ragione forse è nella giornata di cielo coperto che si desume, quindi abbastanza al riparo da attacchi dal cielo, ma anche perché foto scattate nell’inverno 43/44 quando la pressione degli alleati in questa zona non era ancora asfissiante nel mentre le altre foto, fatte nella primavera, il fronte era molto più vicino e gli attacchi aerei si susseguivano con insistenza.
Uno dei pochi Panther ancora conservati nei musei
Vista del retro Mauro Lottici ha effettuato delle foto di ieri e oggi dei luoghi delle prime foto del Panther di Roccasecca; in tale modo si possono vedere i posti a distanza di 50 anni, e presto farà lo stesso con le ultime due ritrovate.
(foto tratte da "Panter in action" -Signal pubblications e dal "Cappello a Cilindro" di Mauro Lottici) |