L’Eco di Roccasecca - Anno 24 - n-ro 105
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Redazione dell’Eco di Roccasecca, Agosto 2005
Squilla il telefono, rispondo e dall’altro capo una voce ben nota fa: “Direttoreee”. Da circa 25 anni quasi tutte le telefonate di Gianfranco cominciavano così. Riflettendoci, penso che negli ultimi anni Gianfranco mi abbia chiamato ben poche volte con il mio nome di battesimo, c’era quel “Direttore” che ormai prevaleva. Di tutte le telefonate tra noi due aveva un’importanza specifica quella in prossimità dell’uscita del nuovo numero dell’Eco. I nostri compiti erano distinti ma ugualmente importanti per la riuscita della pubblicazione. A me toccava il compito di coordinare tutti i contributi provenienti dai collaboratori, precedentemente contattati e pungolati a dovere, scegliere ed inserire foto ed immagini, mettere insieme il tutto e spedire al Webmaster. Dal momento in cui riceveva la mia mail con tutto il materiale, Gianfranco iniziava la sua attività che avrebbe reso il giornale fruibile a tutti i lettori sul web, ovvero in Italia e nel Mondo intero. Il giorno della pubblicazione ci contattavamo più volte, lui mi mandava il “link” con la bozza ed io ricontrollavo il tutto segnalando eventuali errori e imperfezioni, infine la magica frase: “L’Eco di Rocca-secca è online”. E ci sentivamo un po’ importanti perché, nel nostro piccolo, avevamo portato a termine ancora una volta il nostro piacevole compito. Pubblicare oltre 100 numeri del nostro giornale non è stata una passeggiata, i collaboratori fedelissimi sono stati pochi, le idee tantissime, la loro esecuzione spesso complicata, ma alla fine di ogni numero siamo stati sempre soddisfatti di quanto partorito. Abbiamo lavorato spalla a spalla per quasi 5 lustri, il Direttore e il Webmaster; quando mi trovavo a Roccasecca passavamo ore davanti al grande schermo del suo computer, sempre acceso. Sono tornato in quella stanza a fine dicembre, sono entrato senza sapere bene come mi sarei sentito, cosa avrei provato. Era tutto come sempre, persino i suoi occhiali sulla scrivania… poi mi sono accorto che qualcosa di diverso c’era: quel com-puter, per la prima volta dopo tanti anni, era spento. Riccardo  
I due Direttori